martedì 13 dicembre 2011

20 secondi di esercizi al giorno per prevenire il diabete

Una breve pedalata di 20 secondi, molto intensa, potrebbe essere una strategia per prevenire il diabete di tipo 2, la forma più diffusa di questa patologia che si manifesta tipicamente con l’avanzare dell’età ed è soggetta all’influenza di uno stile di vita scorretto. Il training-lampo è stato sperimentato al Department for Health dell’University di Bath con risultati interessanti: sono stati sufficienti 20 secondi sulla cyclette per 3 volte alla settimana e, dopo sei settimane di micro-allenamento, nei partecipanti è stato riscontrata un miglioramento fino al 28% della funzionalità dell’insulina – l’ormone prodotto dal pancreas, capace di regolare i livelli di zuccheri nel sangue ed è compromesso in chi soffre di diabete. Un’inversione di rotta, rispetto a chi promuove i benefici di un allenamento regolare e più prolungato? Sono numerosi gli studi che confermano gli effetti positivi di 30 minuti al giorno di esercizio fisico per il benessere generale dell’organismo. Tuttavia, i ritmi frenetici della routine quotidiana, la mancanza di tempo e anche la pigrizia spingono sempre più persone alla sedentarietà. I ricercatori inglesi hanno pertanto indagato se uno speed-training, in perfetta linea con la velocità della società moderna, possa esercitare degli effetti positivi paragonabili a una sessione più lunga.

Non indicato per perdere peso o tonificare i muscoli, l’allenamento da 20 secondi può invece contribuire a mantenere controllati i livelli di zucchero nel sangue, il cui aumento determina l’insorgenza del diabete. Pochi secondi bastano, infatti, per risvegliare i muscoli, dove si trovano riserve di glicogeno, lo zucchero necessario per metterli in moto e svolgere una qualsiasi attività fisica. Dopo l’esercizio i muscoli, per ripristinare questa riserva energetica, hanno bisogno di prendere lo zucchero presente nel sangue e introdotto principalmente con la dieta. Attivando i muscoli, anche per breve tempo, quindi è possibile evitare un eccessivo accumulo di zuccheri nel sangue. “Nei muscoli delle persone sedentarie – spiega Niels Vollaard, coordinatore della ricerca -  si riscontra una minore necessità di rifornirsi di zucchero direttamente dal sangue. Questo, a lungo termine, può portare a una minore funzionalità dell’insulina, livelli di glucosio più alti e, di conseguenza, a manifestare eventualmente il diabete di tipo 2”. Lo studio, pubblicato sull’European Journal of Applied Physiology, prosegue ora nella sperimentazione di sessioni ancora più brevi. Il vantaggio di un micro-allenamento, se mostra benefici, può essere quello di essere svolto in qualsiasi momento della giornata e aumentare, progressivamente, l’intensità della pedalata sulla cyclette ottenendo ancora maggiori benefici.

Il diabete, secondo l’ultimo rapporto epidemiologico presentato al Congresso mondiale promosso dalla International Diabetes Federation, è una malattia ‘globale’: oggi, colpisce 366 milioni di persone nel mondo, una cifra destinata ad aumentare fino a 500 milioni entro i prossimi 20 anni. Un’emergenza sanitaria a cui si può reagire con adeguata sensibilizzazione e promozione di programmi preventivi che incidano sulla dieta e la regolare attività fisica.

 

Foto: Flickr

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