lunedì 19 settembre 2011

La rabbia? difficile da controllare, se manca la serotonina

Lo si conosce come ‘ormone del buonumore’, una preziosa molecola che, se rilasciata in grandi quantità nell’organismo, scatena una sensazione di benessere. La serotonina, in realtà, agisce nella direzione opposta: invece di aumentare gli stati d’animo positivi, è in grado di abbassare l’aggressività. Tanto che se il suo livello diminuisce, si scatenano reazioni di rabbia difficilmente controllabili. Uno studio condotto dall’Università di Cambridge, pubblicato nell’ultimo numero della rivista Biological Psychiatry, conferma quanto già si conosceva da un decennio, ma fornisce un’ulteriore chiave di lettura al meccanismo sottostante le reazioni d’ira nell’uomo.

C’è uno stretto legame tra l’aggressività e l’alimentazione. La serotonina è un neutrotrasmettitore il cui ruolo è di veicolare gli stimoli nervosi verso le aree cerebrali che gestiscono le emozioni. Viene prodotta a partire dal triptofano, cioè un aminoacido che può essere introdotto solo con la dieta e contenuto in grandi quantità in formaggi, carne d’agnello, sardine e uova. Variando la dieta di un gruppo di volontari in buona salute, coinvolti nello studio, i ricercatori inglesi hanno osservato che una privazione di triptofano indebolisce la comunicazione tra due particolari aree del cervello, mediata proprio dalla serotonina: l’amigdala, il centro in cui nascono emozioni come la paura e la rabbia, e i lobi frontali, l’area in cui viene modulato il comportamento e la reazione effettiva a uno stato d’animo. Come conseguenza, la bassa produzione del neurotrasmettitore si traduce in una difficoltà nel ‘trattenersi’.

“Sappiamo da decenni – ha dichiarato Molly Crockett, ricercatore presso il Cambridge’s Behavioural and Clinical Neuroscience Institute e primo autore dello studio – che la serotonina svolge un ruolo chiave nell’aggressione, ma solo adesso disponiamo di una tecnologia che ci permette di esaminare il cervello per capire quanto la serotonina ci aiuta a regolare i nostri impulsi emotivi. Combinando una lunga tradizione nella ricerca comportamentale con le nuove tecnologie, siamo finalmente in grado di scoprire il meccanismo attraverso cui essa puo’ influenzare l’aggressione”.  I risultati di questo studio forniscono preziosi elementi per la diagnosi e il trattamento di alcuni disturbi comportamentali seri.

E’ interessante, inoltre, notare come la privazione di alcuni cibi possa interferire con il buonumore. Alcune diete, soprattutto quelle mono-alimento, mettono a serio rischio l’apporto bilanciato di triptofano. Tanto più che questo aminoacido, che a differenza di altri non può essere prodotto direttamente, è contenuto in molti cibi proibiti da regime alimentare ipocalorico. Ne sono del privi o quasi, ad esempio, frutta e verdura, gli alimenti privilegiati in chi vuol perdere peso. Facendoci intuire che il malumore in chi è a dieta ferrea ha un qualche fondamento.

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