lunedì 14 novembre 2011

La felicità, ti salva la vita. Per almeno 5 anni.

Ci sono persone a cui sembra che la vita sorrida sempre: sono positive, sanno accusare le sconfitte senza rovinarsi la salute e, secondo recenti studi, sopravvivono più a lungo. Il pensiero positivo allunga la vita? Non proprio, ma è associato a un minore rischio di decesso che dura per almeno qualche anno.

Se sei felice e tu lo sai, batti…la morte??

Con uno studio appena pubblicato su PNAS,  i ricercatori dell’University College of London hanno indagato la correlazione tra grado di felicità percepita e tasso di mortalità all’interno dell’English Longitudinal Study of Aging, un campione di uomini e donne inglesi rappresentativo. Su quasi 4 mila persone tra i 52 e i 74 anni di età, i ricercatori hanno registrato settimanalmente i livelli di felicità dei volontari coinvolti e il loro stato di salute. Sebbene alcuni dati siano ancora in fase di analisi – sono stati prelevati campioni di saliva dei partecipanti che andranno incontra a un’analisi per definire il loro stato immunitario, cioè il bioindicatore di buona salute – i ricercatori hanno potuto stabilire un legame tra buonumore e sopravvivenza, registrando un 35% di possibilità in più nelle persone più felici.

Buonumore, alla portata di tutti

Essere di pessimo umore, oltre a rovinarci la giornata, ci stressa a tal punto da toglierci la salute? Fortunatamente, non è così. Sono numerosi gli studi che confermano un indebolimento delle difese immunitarie successivamente a un periodo di forte stress, associato ad esempio a una grave perdita. Tuttavia non si deve pensare che chi è pessimista rischi di più la pelle degli ottimisti. Essere di buonumore e vivere un periodo particolarmente felice della vita può capitare a tutti e, in questo caso, la felicità svolge i suoi benefici a lungo termine: i risultati dello studio hanno evidenziato che il tasso di mortalità diminuisce nei 5 anni successivi alla valutazione dello stato di felicità. Un po’ come dire, essere felici adesso per guadagnare qualche anno in più. Meglio iniziare subito, no?

Foto: Flickr

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