giovedì 24 novembre 2011

Facebook: accorcia le distanze tra gli sconosciuti

Funziona così: se voglio conoscere David Bowie – per me, mito e indiscusso uomo più bello del mondo – basta che allacci i contatti giusti e, in una serie di passaggi di conoscenze, posso arrivare al Duca Bianco. Sembrerebbe un’illusione da fan, invece è la famosa teoria dei gradi di separazione che, alla fine degli anni Sessanta, stabiliva la distanza tra due persone sconosciute attraverso la rete delle relazioni di amicizia. E’ immediato intuire che, nell’era digitale dove i social network facilitano l’instaurarsi di questi contatti, due persone non sono mai così lontane. Facebook abbatte le frontiere e avvicina le persone, tanto che i gradi di separazione da 6 sono diventati 4,7.

Facebook batte il telefono 4 a 6.

Il team di Facebook, in collaborazione con i ricercatori del Laboratory of Web Algorithmics dell’Università Statale di Milano, ha elaborato una serie di algoritmi per definire i gradi di separazione tra due individui sconosciuti. Tra me e un mio amico il grado di separazione è zero, tra me e l’amico di un mio amico il grado di separazione è 1 – cioè il mio amico fa da “gancio” – e così via. Un concetto di catena che, inconsapevolmente, sfruttiamo ogni qual volta ne abbiamo bisogno. Per lavoro, quando chiediamo a un nostro amico se conosce qualcuno che lavora nello stesso settore e ci può dare una mano, oppure per conoscere un ragazzo o una ragazza che abbiamo incontrato casualmente a una festa e di cui cerchiamo i contatti per rintracciarlo/a. Niente di più facile con i social network, tanto che a volte si ‘sbircia’ nella lista di amici dei nostri amici per vedere se c’è qualcuno di interessante – non vergogniamocene, lo abbiamo fatto tutti almeno una volta. Secondo la ricerca condotta, infatti, la metà degli iscritti a Facebook – che in totale ha raggiunto nel luglio di quest’anno i 750 milioni di utenti attivi, cioè che accedono al proprio profilo almeno una volta al giorno, pari al 10% della popolazione mondiale – ha più di 100 amici. Se ci pensiamo, di fatto, non frequentiamo regolarmente più di 100 persone e, di fronte a un problema, non sentiamo l’esigenza di telefonare e chiacchierare che con una manciata di amici. Molto spesso dei contatti social non abbiamo nemmeno il numero di telefono, testimonianza di come si sia evoluto il concetto di relazione nei decenni. Negli anni Sessanta Stanley Milgram, infatti, per definire i suoi sei gradi di separazione faceva alzare la cornetta al suo campione di 296 volontari di Boston, oggi i ricercatori hanno a disposizione i 69 miliardi di relazioni virtuali tra gli utenti di Facebook di tutto il mondo.

Sempre più vicini, sempre più lontani

Si calcola che il 99,6 % delle coppie di utenti sono separate da 5 gradi – cioè 6 passaggi nella catena io conosco te-tu conosci un’altro – mentre il 92% è separato da solo 4 gradi – cioè 5 passaggi. Un dato che tende al ribasso, perchè nel 2008 era necessario un passaggio in più rispetto ad oggi, facendo ipotizzare che la velocità di relazione tramite il social network possa accorciare ulteriormente le distanze in un prossimo futuro. Dovrei sentirmi sempre più vicina a David Bowie, quindi? Non esattamente. I dati ottenuti, seppur validati da algoritmi, necessitano di una normalizzazione, cioè devono considerare alcune varianti. I gradi di separazione, per la validità della teoria, sono stabiliti in base alle persone con cui si ha una relazione reale. Con Facebook questa condizione è difficile da valutare, perchè esiste una tendenza ad aggiungere anche persone che non si conoscono aumentando sì il numero di contatti virtuali ma non il numero di amicizie reali. Oltre a chi vuole sempre più contatti, va considerata l’esistenza anche di personaggi pubblici, la cui pagina Facebook raggruppa principalmente fan e non persone in contatto diretto con l’attore o il cantante del caso. Dato che la distanza tra me e David Bowie si dilata, aggiungo anche che va considerata la tipologia di amicizie virtuali: gli stessi ricercatori hanno evidenziato che la maggior parte dei contatti di una persona condivide con essa la fascia di età, così un ventenne conoscerà principalmente ventenni e un sessantenne avrà amici sessantenni. Come se non fosse sufficiente il fatto che tra me e David Bowie intercorre una distanza temporale di 34 anni, aggiungo infine che la distanza tra due persone si accorcia ulteriormente se si è connazionali, abbassando il grado di separazione fino a 3. Nonostante il web abbatta le frontiere, l’84% dei collegamenti sono tra chi abita nella stessa nazione.

Alla luce di queste considerazioni, dovrei trovarmi un altro mito. Invece del re del glam britannico, un cantante italiano trentenne. Oppure, un po’ meno da scientifico ma più da fan, potrei continuare a sognare di conoscerlo. In barba alle statistiche.

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