domenica 4 settembre 2011

Cancro: il virus che infetta le cellule tumorali.

L’impiego di virus nella terapia antitumorale rappresenta l’ultima frontiera della ricerca oncologica. Attaccare il cancro dall’interno, questa la strategia, attraverso dei virus modificati – o ingegnerizzati - capaci di infettare le cellule tumorali e ucciderle. Lo studio pubblicato su Nature, condotto dall’Università di Ottawa e la compagnia statunitense Jennerex Inc., ha per la prima volta dato conferma dell’efficacia del trattamento. Il virus in questione è il JX-954, appartenente al ceppo del vaiolo e già utilizzato per la creazione del relativo vaccino, che è stato somministrato per via endovenosa a 23 pazienti affetti da vari tipi di cancro, tutti in stadio avanzato. Dopo una decina di giorni di trattamento, a cinque diverse dosi, è stata evidenziata una stabilizzazione o, addirittura, una riduzione del cancro in sei degli otto volontari in cui sono state inoculate le dosi più alte del virus.

Due sono i punti chiave di questa notizia, che ha suscitato l’interesse della comunità scientifica internazionale. Primo, la conferma che i virus possono effettivamente essere utilizzati come veicolo per attaccare le cellule tumorali. C’era un po’ di perplessità in merito, soprattutto perché il virus, per essere usato a scopo terapeutico, deve essere in grado di riconoscere e attaccare solo le cellule tumorali lasciando perdere quelle sane del tessuto circostante il tumore. Un passaggio che si ottiene modificandolo geneticamente, in pratica ‘addestrando’ il virus a riconoscere delle molecole o recettori che vengono attivati nella cellula malata per permetterle di proliferare e accrescere il tumore. In questo caso, JX-954 è stato in grado di infettare selettivamente le cellule cancerose, riconoscendole per l’espressione di EGFR, un fattore di crescita chiave nei meccanismi di proliferazione tumorale.

Si è rivelata importante anche la risposta dei pazienti al trattamento, un aspetto sicuramente da non sottovalutare. Sono ben noti gli effetti collaterali delle terapie standard per chi è affetto da cancro, come la chemioterapia, che rendono il percorso terapeutico difficile da affrontare. Medici e ricercatori sono attenti all’individuazione di nuovi trattamenti che non siano così velenosi per il paziente, e la terapia virale sperimentata dal team canadese ha sicuramente raggiunto questo obiettivo: anche alle dosi più alte somministrate, si è innescato un malessere simile ai sintomi influenzali, che non ha superato le 24 ore in durata.

Questi risultati rappresentano una conferma chiave per la comunità scientifica impegnata nella battaglia contro il cancro, ma è necessario testare il trattamento su un maggiore numero di pazienti per verificarne la reale efficacia.

Sicuramente è un passo avanti importante che apre nuovi scenari per l’impiego delle cosiddette terapie biologiche.

Foto: Flickr

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