lunedì 3 ottobre 2011

Tutte le cose che ho imparato nel mese di settembre

Cerco notizie in continuazione sul web, tra le varie fonti scientificamente attendibili. Ma sfoglio anche quelle più, diciamo così, di uso comune come siti e portali di informazioni, quotidiani online e blog. Dato che scrivo, mi dico sempre, è utile che io sappia che cosa interessa alle persone. Dato che devi farti leggere, mi dicono sempre, è necessario che tu cavalchi argomenti molto citati. Ecco qua, allora, raccolgo anch’io un po’ di informazioni su un tema molto discusso nel mese appena concluso. Mese di Settembre: ecco tutte le cose che ho imparato. Sul caffè.

1. Il caffè è un placebo. Ne sono state testate le proprietà eccitanti e il potere anti-sonnolenza per anni. Niente da fare: quello che ci dà la tazzina del mattino è solo un’autosuggestione. Un gruppo di 25 partecipanti, tenuti lontani dalla caffeina, riceve tazzine di simil-caffè e informazioni su quello che stanno per bere. Le prestazioni migliorano e i volontari si svegliano meglio quando, oltre al caffè, raccolgono informazioni sul potere eccitante della tazzina. In caso contrario, la sonnolenza impera. Il decaffeinato perde in ogni caso, non fornendo effetti mattinieri. (Pre-existentexpectancyeffects in the relationshipbetween caffeine and performance link)

2. Il caffè e la dipendenza. Sempre colpa dei geni, verrebbe da commentare: una meta-analisi di studi sulla genetica del meccanismo con cui la caffeina agisce nell’organismo, ha localizzato una regione del genoma coinvolta nella reazione al caffè. Da qui, la distinzione tra chi non riesce a smettere di bere caffè e chi sembra immune. Il potenziale effetto placebo (punto 1) non è stato tenuto in considerazione in questo studio. (Genome-wideassociationanalysis of coffee drinkingsuggestsassociation with CYP1A1/CYP1A2 and NRCAM link)

3. Il caffè e la depressione nelle donne. Due o tre tazzine di caffè al giorno diminuiscono l’incidenza di depressione in oltre 50 mila donne statunitensi coinvolte in uno studio longitudinale durato 10 anni. Il dilemma: meglio esserne dipendenti (punto 2) ma serene o libere ma depresse? La dipendenza non influisce sullo stato d’animo? E poi, non sarà la non-depressione un effetto di autosuggestione (punto 1). (Coffee, Caffeine, and Risk of DepressionAmongWomen link).

4. il caffè e la tossicità. Contiene troppo furano, un composto organico che si forma nel corso di trattamenti chimici degli alimenti. Lo rivela l’European Food Safety Authority nell’aggiornamento annuale del report sulla valutazione globale del rischio di furano negli alimenti. Studi clinici indicano un potenziale cancerogeno del composto, in caso di sovraesposizione. Iniziato nel 2009, il lavoro dell’EFSA non ha ancora condotto a conclusioni certe. Il caffè, al momento, è ancora in circolazione e si può ancora bere. Lasciandoci liberi di esserne suggestionati (punto 1), dipendenti (punto 2) e meno depress-e (punto 2). Almeno fino al prossimo aggiornamento. (European Food Safety Authority link)

5. Il caffè e il diabete. Si chiama SHBG (sex hormone-binding globulin) ed è una proteina che regola l’attività biologica di testosterone ed estrogeni, ormoni sessuali coinvolti nella manifestazione di diabete di tipo II (quello più comune e associato ai disturbi dell’età, per intendersi). Ricercatori dell’Università della California notano che la caffeina, in donne che bevono più di quattro tazzine al giorno di caffè, aumenta I livelli di SHBG nel sangue. Di conseguenza, leggo sul web, il caffè previene il diabete. I dati, leggo dal comunicato della stessa università, non supportano bene l’ipotesi a una valutazione statistica successiva. Seguendo le notizie che sfuggono sul web, si concluderebbe: meno depresse senza il diabete (punto 3 e 5)? Varrebbe la pena di diventare dipendenti dal caffeè pur di prevenire il diabete, vero (punto 5 e 2)? (UCLA, University of California link)

6. caffè e benessere. Secondo gli inglesi, l’odore del caffè è nella top ten delle cose che ci rendono felici nella vita. La fonte è l’Office for National Statistics degli Uk che ha stilato un report su ciò che conta nella vita. Prima dell’odore di caffè c’è l’essere fisicamente sani, liberi, soddisfatti, economicamente avvantaggiati. Al nono posto, è importante prendersi cura degli altri. Al decimo, chiude il caffè. Non sarà subentrato un qualche effetto placebo (punto 1) in chi ha redatto questa classifica? (Office for National Statistics uk link)

Foto: Flickr

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